Lorena Guzman

domingo, 29 de marzo de 2015

La Fontana del Bacchino



Braccio di Bartolo era uno dei cinque giullari alla corte di Cosimo I de’ Medici. Affetto da nanismo, per ignoranza e scarsa sensibilità del periodo, gli erano richieste imprese anche umilianti per divertire i cortigiani, quali anche lottare contro una scimmia od altri animali. Era soprannominato Morgante, in modo irrisorio, infatti, Morgante era il nome del gigante protagonista dell’omonimo poema di Luigi Pulci (1432-1484) molto apprezzato in quel periodo. Ma Braccio-Morgante era uomo intelligente, colto ed abile, tanto che ben presto ottenne il riconoscimento del Granduca che lo scelse quale consigliere personale concedendogli molti privilegi. E gli artisti di corte, per ingraziarsi Cosimo I, iniziarono a raffigurarlo in alcune loro opere. Difatti, Agnolo Bronzino lo ritrasse in un dipinto doppio: su un lato è rappresentato mentre allestisce delle trappole per uccelli, nell’altro con la preda catturata. Quest’opera allegorica, un dipinto che si può vedere da più lati, si rifà al dibattito del periodo sul primato della scultura nei confronti della pittura.

        
                Agnolo Bronzino, Doppio ritratto di Braccio di Bartolo (Nano Morgante) a olio su tela,1552.

Invece, il Giambologna ne fece il soggetto di una sua fontana in bronzo, in cui Morgante è nudo e seduto su una chiocciola. Questa fontana fu ideata per il giardino pensile che in origine esisteva sulla terrazza della Loggia dei Lanzi, oggi l’opera è conservata nel Museo del Bargello; mentre Antonio Susini, nel 1590, in un suo bronzetto lo immortala, sempre nudo e che suona la trombetta .
Ma la rappresentazione forse più famosa del nano Morgante è la Fontana del Bacchino, posta nel Giardino di Boboli, in prossimità dell’uscita su piazza Pitti. L’opera in marmo bianco raffigura un piccolo Bacco (il nostro Braccio) a cavalcioni di una tartaruga e dalla bocca di quest’ultima esce dell’acqua che cola nella vasca sottostante. Fu scolpita nel 1560 da Valerio Cioli ed è citata anche da Giorgio Vasari:” ...il Duca, il quale ha fatto fare al medesimo di marmo la statua di Morgante nano, ignuda, la quale è tanto bella e così simile al vero riuscita, che forse non è mai stato veduto altro mostro così ben fatto, né condotto con tanta diligenza simile al naturale... “




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